Leggendo le news di oggi mi sono imbattuto in un articolo di “Repubblica”, nel quale vengono riportate le dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in risposta alle critiche sulla promulgazione della cosìddetto”decreto sicurezza”. Cito testualmente:
Chi invoca polemicamente poteri e doveri di intervento che non ho, mostra di aver compreso poco della Costituzione. Riconoscere che esiste un problema di revisione di regole e di comportamenti in materia di intercettazioni è la premessa per cercare soluzioni appropriate e il più possibili condivise. Occorre spirito di apertura e senso della misura da parte di tutti i soggetti interessati. Sarà prossimamente questo uno dei banchi di prova di quel confronto più civile e costruttivo tra maggioranza e opposizione che continuo a considerare necessario nell’interesse della democrazia e del paese.
Beh quasi nulla di nuovo sotto il sole: come al solito il nostro Presidente auspica un inciucio tra maggioranza e opposizione, che lui chiama “soluzioni condivise nell’interesse della democrazia e del paese”. Se non che, stavolta, Napolitano si permette, in sostanza, di dare degli ignoranti sulla Costituzione a chi lo ha criticato per la scelta di approvare quella legge, che metterà il bavaglio all’informazione. Essendo tra quelli che lo critica, mi permetto di rinfrescare la memoria al Presidente sui poteri che la Costituzione prevede per la sua carica:
- Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.
- Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
- Nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, nomina i ministri.
- Nomina cinque dei quindici giudici della Corte Costituzionale.
- Può nominare senatori a vita cinque cittadini italiani che si siano distinti per particolari meriti nei confronti del Paese.
- Presiede il Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei giudici.
- Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
- Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.
Obiettivamente direi che poteri non ne ha mica pochi. Ad esempio, avendo il potere di nomina sui ministri, poteva risparmiarci la Carfagna e la Brambilla (rispettivamente, ministero per le pari opportunità e ministero per il turismo) che ritengo di dubbia competenza (ma non sono le sole). Ancora, poteva rispedire in discussione alle camere la “legge sulla sicurezza” essendo palesemente incostituzionale. Certo è vero che le camere avrebbero potuto riproporla senza alcuna modifica, e Napolitano in questo caso sarebbe stato obbligato a promulgarla, ma è anche vero che rifiutandola la prima volta avrebbe dimostrato di tenere agli interessi degli italiani e della Costituzione (come dovrebbe essere) e non a quelli del Presidente Del Consiglio; invece no, l’ha approvata e poi ha espresso “perplessità”. Ma per cortesia. Se era perplesso perché l’ha firmata? Mistero. Poi ci sarebbe il potere di scioglimento anticipato delle camere, che non è cosa da poco. Certo ci vorrebbe un po’ di ricambio nella nostra classe dirigente politica e in parlamento. Ma vaglielo a dire a Napolitano….