Bernabé e gli scrocconi
- febbraio 16th, 2011
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L’altro giorno ho letto su Punto Informatico un articolo riguardante una dichiarazione di Franco Bernabé (amministratore delegato di Telecom Italia, principale azienda delle telecomunicazioni in Italia); rilasciata al Financial Times. Nell’articolo si legge:
L’era del “pasto gratis” potrebbe presto volgere al termine, lasciando a stomaco vuoto i principali content provider del web. Parola dell’AD di Telecom Italia Franco Bernabé, almeno nelle dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista con il quotidiano britannico Financial Times.
Giganti del calibro di Google e Facebook dovrebbero dunque darsi una regolata, smettendo di approfittare delle infrastrutture di rete a loro garantite dagli operatori. I vari fornitori di contenuti farebbero un “uso massiccio” dei network di telecomunicazione, senza però contribuire al loro effettivo sviluppo.
Peccato che sia gli utenti che i content provider già pagano per avere la connessione Internet, non ce l’hanno per opera dello Spirito Santo. In Italia, abbiamo inoltre i prezzi delle ADSL tra i più alti in Europa, una scarsa copertura e una fibra ottica che arriva in pochissime città italiane. Senza contare il divario che c’è tra la banda che viene propagandata e quella che poi viene offerta. Io ad esempio ho un contratto per una 20 mega, e in realtà, a causa dello scarso segnale, ho una 10 mega. Quindi siccome la banda non basta più a causa dell’incompetenza di Telecom e del Governo la soluzione è far pagare coloro che sono uno dei motivi principali per i quali si utilizza Internet? Non credo proprio.
Se io sottoscrivo un contratto di connessione Internet da X mega per Y euro al mese, per tutto il tempo in cui è valido il contratto io devo poter usufruire di tutti gli X mega che mi spettano da contratto e di inviare e ricevere tutti i “tipi di dato” che voglio nei limiti di legge. Non come quei furbi della Vodafone, che per limitare l’utilizzo della banda offerta ai loro clienti e per contrastare la concorrenza bloccano i dati di applicazioni per il VoIp. Certo, la Vodafone prevede un piano dati dove non c’è questa limitazione, peccato che il prezzo lo renda poco accessibile. Se gli ISP non sono in grado di offrire una determinata banda che ne offrano di meno, è più onesto. E’ normale che si arrivi ad una saturazione della rete se l’innovazione nelle infrastrutture, che spetta alle aziende di telecomunicazioni come Telecom, non va di pari passo con l’evoluzione dei servizi offerti dai vari content provider.
Riassumerei così la dichiarazione di Bernabé: siccome ci stiamo mangiando i soldi e non ammoderniamo la rete che sta arrivando a saturazione, vogliamo altri soldi dai content provider (Google e Facebook ad esempio) che causano un maggior consumo di banda e mostrano quindi la nostra inadeguatezza.








