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Bernabé e gli scrocconi

L’altro giorno ho letto su Punto Informatico un articolo riguardante una dichiarazione di Franco Bernabé (amministratore delegato di Telecom Italia, principale azienda delle telecomunicazioni in Italia); rilasciata al Financial Times. Nell’articolo si legge:

L’era del “pasto gratis” potrebbe presto volgere al termine, lasciando a stomaco vuoto i principali content provider del web. Parola dell’AD di Telecom Italia Franco Bernabé, almeno nelle dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista con il quotidiano britannico Financial Times.

Giganti del calibro di Google e Facebook dovrebbero dunque darsi una regolata, smettendo di approfittare delle infrastrutture di rete a loro garantite dagli operatori. I vari fornitori di contenuti farebbero un “uso massiccio” dei network di telecomunicazione, senza però contribuire al loro effettivo sviluppo.

Peccato che sia gli utenti che i content provider già pagano per avere la connessione Internet, non ce l’hanno per opera dello Spirito Santo. In Italia, abbiamo inoltre i prezzi delle ADSL tra i più alti in Europa, una scarsa copertura e una fibra ottica che arriva in pochissime città italiane. Senza contare il divario che c’è tra la banda che viene propagandata e quella che poi viene offerta. Io ad esempio ho un contratto per una 20 mega, e in realtà, a causa dello scarso segnale, ho una 10 mega. Quindi siccome la banda non basta più a causa dell’incompetenza di Telecom e del Governo la soluzione è far pagare coloro che sono uno dei motivi principali per i quali si utilizza Internet? Non credo proprio.

Se io sottoscrivo un contratto di connessione Internet da X mega per Y euro al mese, per tutto il tempo in cui è valido il contratto io devo poter usufruire di tutti gli X mega che mi spettano da contratto e di inviare e ricevere tutti i “tipi di dato” che voglio nei limiti di legge. Non come quei furbi della Vodafone, che per limitare l’utilizzo della banda offerta ai loro clienti e  per contrastare la concorrenza bloccano i dati di applicazioni per il VoIp. Certo, la Vodafone prevede un piano dati dove non c’è questa limitazione, peccato che il prezzo lo renda poco accessibile. Se gli ISP non sono in grado di offrire una determinata banda che ne offrano di meno, è più onesto. E’ normale che si arrivi ad una saturazione della rete se l’innovazione nelle infrastrutture, che spetta alle aziende di telecomunicazioni come Telecom, non va di pari passo con l’evoluzione dei servizi offerti dai vari content provider.

Riassumerei così la dichiarazione di Bernabé: siccome ci stiamo mangiando i soldi e non ammoderniamo la rete che sta arrivando a saturazione, vogliamo altri soldi dai content provider (Google e Facebook ad esempio) che causano un maggior consumo di banda e mostrano quindi la nostra inadeguatezza.

Energia rinnovabile per iPhone: le offerte attuali (3)

Con questo post concludo la panoramica sulle possibilità attuali di ricaricare da energie rinnovabili l’iPhone.

Appositamente per iPhone, ci sono delle batterie esterne collegabili tramite dock, che su una faccia presentano un pannellino fotovoltaico dal quale si ricaricano; come questa:

A mio parere non mi sembra una soluzione molto azzeccata in quanto con un pannello così piccolo e una batteria di inferiore capacità ci vorrà molto tempo per la ricarica. Inoltre penso che per avere sufficiente energia dal sole bisognerà esporre la batteria per molto tempo, ciò causerà un aumento di temperatura e danneggerà permanentemente la batteria. Questo tipo di prodotto punta evidentemente a prolungare la batteria dell’iPhone mentre si è in mobilità; a questo punto penso che converrebbe allora comprare una normale batteria esterna e ricaricarla, prima di uscire, da fonte rinnovabile.

Se dove vivete c’è poco sole ma tanto vento ho trovato qualcosa anche per voi. L’oggetto in questione si chiama HYmini, e tramite la sua ventolina trasformerà il vento in energia elettrica, conservata nella sua batteria. Anche questo ha diversi adattatori per ricaricare svariati dispositivi anche se non sono sicuro che sia compatibile con iPhone. Il prodotto risulta molto maneggevole e portatile. Come è visibile dall’immagine si potrebbe appoggiarlo sulla sabbia quando si va al mare o altrimenti montarlo su una bicicletta. Montarlo su mezzi che inquinano non ha senso. Io l’ho trovato a 65 euro circa, prezzo un po’ altino per i miei gusti.

Infine se volete essere indipendenti dalla situazione meteo e volete anche avere dei bicipiti sensazionali senza dover andare in palestra, la vecchia e buona manovella è ciò che fa per voi al “modico” prezzo di 20 euro circa.

Energia rinnovabile per iPhone: le offerte attuali (2)

Oltre alle custodie a pannelli fotovoltaici visti nel post precedente esiste un’altra soluzione che è quella di avere solamente pannelli fotovoltaici e batteria collegati al dispositivo tramite un cavo con opportuni adattatori.

Ovviamente esistono varie marche e modelli, ma l’azienda che mi è sembrata avere il prodotto più interessante è la Solio. Il modello Classic mi sembra un giusto compromesso: quando non viene usato rimane chiuso ed occupa poco spazio quindi diventa abbastanza portatile; invece quando serve si apre a trifoglio avendo indubbiamente una superficie di pannelli maggiore rispetto a quella delle custodie, che si traduce in un maggior accumulo di energia in minor tempo; al centro possiede una ventosa per poterlo attaccare sul vetro di una finestra e quindi potremo lasciarlo in casa a ricaricarsi. Inoltre grazie agli adattatori supporta più di 3200 dispositivi. Il prezzo è di 60 euro e mi sembra abbastanza onesto.

Il sito è ben curato con numerose informazioni riguardanti i prodotti (con tanto di tabella comparativa) e non solo.

Se amate il fai da te potete sempre decidere di costruirvi da soli un sistema del genere. Cercando su internet si trovano diverse guide, ma ovviamente sarà difficile ottenere un risultato molto simile al prodotto già fatto e risparmiare qualche soldo. Diciamo che si fa per il bello di farlo e per imparare qualcosa (senza rompere nulla si spera).

I pannelli fotovoltaici, oltre ad essere stati montati sulle custodie per iPhone, sono stati montati pure su zaini e borse. Per chi sta spesso in giro mi sembra una soluzione pratica e priva di rischi. Mentre i dispositivi sono riposti all’interno dello zaino si ricaricano. Qui propongo quelli della h2planet:

Energia rinnovabile per iPhone: le offerte attuali (1)

In questi anni, una parte sempre maggiore di consumatori presta attenzione alle problematiche ambientali. Alcune aziende hanno colto questo aspetto lanciando una sorta di moda del verde.

Da oggi scriverò una serie di post che vogliono fornire una “panoramica”, senza entrare nei dettagli tecnici, sulle possibilità esistenti per la ricarica da fonti rinnovabili dell’iPhone e di eventualmente altri dispositivi portatili. Il risparmio (in termini economici e ambientali)  che si avrebbe in questo modo sembrerebbe molto piccolo, ma se consideriamo un lungo periodo e quante diavolerie elettroniche ciascuna persona potrebbe avere (telefono, lettore mp3, gps, console portatile…), il risparmio comincia ad essere considerevole.

La prima soluzione è una custodia per iPhone con pannelli fotovoltaici e batteria integrati. I pannelli fotovoltaici man mano che acquisiscono energia dal sole la trasferiscono sulla batteria che a sua volta la trasferisce sull’iPhone. Il vantaggio di questo sistema è che racchiude due prodotti in uno(case + pannelli e batteria), inoltre il prodotto della Novothink consente la sincronizzazione e la ricarica tramite mini usb garantendo ampia compatibilità ed evitando di rimuovere la custodia ogni volta che si eseguono tali operazioni. Di contro c’è che: l’iPhone diventa meno portatile in quanto queste custodie ingombrano di più e in qualche caso proteggono meno delle normali custodie; potrebbe venir meno l’estetica (aspetto soggettivo). Un altro aspetto da non sottovalutare è l’efficienza di questi pannelli con luce del sole non diretta, infatti non è buona cosa lasciare l’iPhone sotto luce diretta per troppo tempo (come minimo si danneggiano in modo permanente le batterie a causa dell’alta temperatura).

Mi sentirei di consigliare questo tipo di prodotti a chi sta spesso fuori casa per più di un giorno in modo da non dover dipendere da una presa di corrente.


Ripasso della Costituzione

Leggendo le news di oggi mi sono imbattuto in un articolo di “Repubblica”, nel quale vengono riportate le dichiarazioni del nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in risposta alle critiche sulla promulgazione della cosìddetto”decreto sicurezza”. Cito testualmente:

Chi invoca polemicamente poteri e doveri di intervento che non ho, mostra di aver compreso poco della Costituzione. Riconoscere che esiste un problema di revisione di regole e di comportamenti in materia di intercettazioni è la premessa per cercare soluzioni appropriate e il più possibili condivise. Occorre spirito di apertura e senso della misura da parte di tutti i soggetti interessati. Sarà prossimamente questo uno dei banchi di prova di quel confronto più civile e costruttivo tra maggioranza e opposizione che continuo a considerare necessario nell’interesse della democrazia e del paese.

Beh quasi nulla di nuovo sotto il sole: come al solito il nostro Presidente auspica un inciucio tra maggioranza e opposizione, che lui chiama “soluzioni condivise nell’interesse della democrazia e del paese”. Se non che, stavolta, Napolitano si permette, in sostanza, di dare degli ignoranti sulla Costituzione a chi lo ha criticato per la scelta di approvare quella legge, che metterà il bavaglio all’informazione. Essendo tra quelli che lo critica, mi permetto di rinfrescare la memoria al Presidente sui poteri che la Costituzione prevede per la sua carica:

  • Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.
  • Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
  • Nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, nomina i ministri.
  • Nomina cinque dei quindici giudici della Corte Costituzionale.
  • Può nominare senatori a vita cinque cittadini italiani che si siano distinti per particolari meriti nei confronti del Paese.
  • Presiede il Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei giudici.
  • Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.
  • Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.

Obiettivamente direi che poteri non ne ha mica pochi. Ad esempio, avendo il potere di nomina sui ministri, poteva risparmiarci la Carfagna e la Brambilla (rispettivamente, ministero per le pari opportunità e ministero per il turismo) che ritengo di dubbia competenza (ma non sono le sole). Ancora, poteva rispedire in discussione alle camere la “legge sulla sicurezza” essendo palesemente incostituzionale. Certo è vero che le camere avrebbero potuto riproporla senza alcuna modifica, e Napolitano in questo caso sarebbe stato obbligato a promulgarla, ma è anche vero che rifiutandola la prima volta avrebbe dimostrato di tenere agli interessi degli italiani e della Costituzione (come dovrebbe essere) e non a quelli del Presidente Del Consiglio; invece no, l’ha approvata e poi ha espresso “perplessità”. Ma per cortesia. Se era perplesso perché l’ha firmata? Mistero. Poi ci sarebbe il potere di scioglimento anticipato delle camere, che non è cosa da poco. Certo ci vorrebbe un po’ di ricambio nella nostra classe dirigente politica e in parlamento. Ma vaglielo a dire a Napolitano….

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